Guarda, è una di quelle storie che nel calcio moderno vedi sempre più spesso, quella di un ragazzo che nasce in provincia, che cresce nei campetti locali, e poi improvvisamente esplode in una grande squadra e tutti si chiedono come mai non l’avessero visto prima. Simone Lontani è esattamente questo, è la parabola di una crescita che non conosce freni, di un attaccante che ha trasformato i sogni d’infanzia in una concreta promessa d’alto livello senza nemmeno rendersi conto di stare facendo qualcosa di straordinario.
Nato nel gennaio 2008 a Gambettola, provincia di Forlì-Cesena. Nel cuore dell’Emilia Romagna dove il calcio è una religione, il giovane ha iniziato come tutti i bambini, con i primi calci nello Junior Gatteo. Però da subito è emerso qualcosa di diverso, qualcosa che gli osservatori più attenti notavano, qualcosa che diceva “questo ragazzo ha una marcia in più”. Beh, il Cesena ha deciso di investire su di lui nel settore giovanile, e il suo nome è rimasto impresso nei taccuini di chi sa riconoscere il talento, di chi sa capire quando un giocatore ha qualcosa di particolare, una dote innata che non si insegna.
L’arrivo al Milan e l’esplosione rossonera
Nel 2022 accade quella cosa che capita quando le grandi squadre mettono gli occhi su di te: il Milan ha battuto la concorrenza e lo ha portato a Milanello. Era il momento giusto, era il club giusto, era il progetto giusto. O almeno così sembrava allora. La sua scalata col Diavolo è stata, come dire, incontenibile e quasi impressionante. Una stagione da sedici reti con l’Under 17, poi l’impatto devastante nel campionato Primavera che ha fatto dire a molti “ecco, questo ragazzo arriverà lontano”. E non è soltanto questione di numeri, è questione di come quei gol li faceva.
E poi quell’esordio che ancora oggi chi c’era ricorda perfettamente. Contro il Lecce, sei minuti appena e una doppietta da vero rapace, uno di quei debutto che ti cambia la prospettiva, che ti dice “ok, questo non è un ragazzo qualunque, questo è uno che sa fare gol quando conta”. Praticamente, Lontani è arrivato, ha visto il campo per sei minuti, e ha messo due palloni in fondo al rete come se fosse la cosa più naturale del mondo. Tipo quando al bar il tuo amico che non gioca mai fa due birilli in una partita di calcetto e tutti rimangono sorpresi.
Ma qui è dove inizia a diventare interessante la storia, perché Lontani non è soltanto fiuto del gol. Cioè, il fiuto ce l’ha eccome, però non è solo questo. Con i suoi 181 centimetri ha una agilità e una forza che lo rendono completo, lo rendono quello che oggi i tecnici chiamano “attaccante moderno”. Non sta lì ad aspettare il pallone tra i piedi come un vecchio nove, no. Svaria su tutto il fronte offensivo, attacca lo spazio con tempismo perfetto negli inserimenti di testa, dialoga con la squadra con una maturità calcistica che è quasi disarmante per uno della sua età. È uno che capisce il gioco, che legge quello che sta succedendo intorno a lui.
La consacrazione internazionale e l’occhio dei grandi
Il suo valore ha varcato i confini nazionali. È diventato uno di quei nomi che circola nelle conversazioni tra gli addetti ai lavori, uno di cui parli al bar e magari non lo conosce ancora tutti ma i veri intenditori sanno di chi stai parlando. Pilastro delle selezioni giovanili azzurre, ha lasciato il segno ai Mondiali Under 17 dove tutti hanno capito che qui non stava parlando un ragazzo normale, stava parlando una promessa vera, una di quelle che poi nella vita calcistica diventano realtà. Gli scout internazionali iniziano a muoversi, le big iniziano a telefonare. È così che funziona.
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E poi, ecco, è arrivata la svolta che nessuno si aspettava. Il passaggio al Parma a parametro zero, praticamente. Qui inizia la parte dove il Milan inizia a mangiarsi le mani, perché perdere un talento del tuo vivaio così è doloroso, è come aver perso una scommessa che eri sicuro di vincere. Però la dirigenza parmenese ha dimostrato una visione lungimirante, ha visto quello che il Milan forse non stava vedendo bene, e ha deciso di scommettere su un ragazzo affamato che voleva dimostrare qualcosa di più rispetto a quello che poteva dimostrare semplicemente in Primavera. È una scelta coraggiosa, una scelta che dice “noi crediamo in te più di quanto tu stesso creda in te”.
L’impatto al Parma e il primo straordinario risultato
La risposta di Simone non si è fatta attendere, praticamente. Primo turno di Coppa Italia contro il Catania, e al 19′ e al 35′ del primo tempo due reti che fanno esplodere l’entusiasmo dei nuovi tifosi. Doppietta, ancora una doppietta, come se fosse diventato una abitudine per lui quella di segnare due gol a partita. Insomma, è arrivato al Parma e subito ha fatto capire che il trasferimento era la cosa giusta, che aveva visto bene. Non c’era bisogno di aspettare, di ambientarsi, di trovare il ritmo. Era già lì, pronto, feroce.
C’è un’intesa immediata tra Lontani e i compagni. Ci sono movenze da veterano che non ti aspetti in un ragazzo così giovane, c’è quel tiro al volo su una pennellata di El Bilal Touré che ha il sapore dei grandi inizi, uno di quei momenti che vedi e pensi “ecco, questo qui può diventare qualcosa di importante davvero, non è una speranza vaga, è una certezza”. Quando vedi determinate cose su un campo, sai. Non sbagli, lo sai.
Certo, ha avuto anche quella esperienza formativa con Milan Futuro, che non è stata persa, che lo ha fatto crescere ulteriormente, che lo ha messo in condizione di capire il calcio a un livello più alto rispetto a quello che stava facendo in Primavera. Non è stata una perdita di tempo, anzi, è stata una scuola di calcio vero, di Serie C, di battaglia quotidiana. E adesso, dopo l’addio di Pellegrino, le porte della Serie A potrebbero davvero spalancarsi, potrebbero aprirsi quelle porte che fino a pochi mesi fa sembravano ancora lontane, inaccessibili.
Se vuoi scoprire come il Parma sta affrontando questa stagione e quali dinamiche caratterizzano il percorso delle giovani promesse in una piazza calcistica di grande tradizione, troverai spunti interessanti per capire il contesto tattico e sportivo in cui si muove anche Lontani.
Il futuro di Lontani è più che luminoso. È uno di quei futuri che non puoi nemmeno predire bene perché potrebbe sorprenderti ancora, potrebbe fare cose che non ti aspetti. Ha la fame, ha la qualità, ha dimostrato di saper stare dentro una partita vera, di saper fare la differenza, di saper capire quando è il momento di accelerare e quando è il momento di dialogare. Praticamente, ha tutto quello che serve per diventare qualcosa di veramente grande nel calcio italiano. Dalla Romagna fino a Parma, la strada è tracciata, e ora dipende solo da lui e da quanto vuole spingere. Perché talenti come il suo non aspettano, non chiedono permessi, arrivano e ti cambiano la prospettiva di una squadra.